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AngelGirl87 in i 7RE di roma R...

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venerdì, 13 aprile 2007

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CHI LA FA' L'ASPETTI !!!

postato da: capitano2 alle ore 21:07 | link | commenti (2)
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lunedì, 02 aprile 2007

 

cosi d'incanto mi accorsi di te

e subito nelle tue parole

trovai i miei pensieri

le mie emozioni

difficili da poter spiegare

 non sempre capite da  "Angeli o Demoni"

che hanno fatto farte del mio cammino.

 

Alcune tue POESIE

Ti aspetto e ogni giorno

mi spengo poco per volta

e ho dimenticato il tuo volto.

Mi chiedono se la mia disperazione

sia pari alla tua assenza

no, è qualcosa di più:

è un gesto di morte fissa

che non ti so regalare.

 

.
Abbi pietà di me che sto lontana

che tremo del tuo futile abbandono,

tienimi come terra che pur piana

dia nella pace tutto il suo perdono

od anche come aperta meridiana

che dia suono dell'ora e dia frastuono,

abbi pietà di me miseramente

poiché ti amo tanto dolcemente.

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

Lascio a te queste impronte sulla terra
tenere dolci, che si possa dire:
qui è passata una gemma o una tempesta,
una donna che avida di dire
disse cose notturne e delicate,
una donna che non fu mai amata.
Qui passò forse una furiosa bestia
avida sete che dette tempesta
alla terra, a ogni clima, al firmamento,
ma qui passò soltanto il mio tormento.

Ieri sera era amore,
io e te nella vita
fuggitivi e fuggiaschi
con un bacio e una bocca
come in un quadro astratto:
io e te innamorati
stupendamente accanto.
Io ti ho gemmato e l’ho detto;
ma questa mia emozione
si è spenta nelle parole.

Occorre un amore grande
per viverti accanto, amor mio,
e cavalcare un destino
che è come un puledro avverso,
come una macchina astrusa.
E tu vorresti scendere,
guardare pascoli azzurri
e invece il destino bizzarro
sbatacchia le povere ali
e immiserisce l’amore.
Così, quando è sera,
né so cosa tu mi puoi dare,
né sai cos’io voglia dire.

 Ho conosciuto in te le meraviglie
meraviglie d’amore sì scoperte
che parevano a me delle conchiglie
ove odorano il mare e le deserte
spiagge corrive e lì dentro l’amore
mi son persa come alla bufera
sempre tenendo fermo questo cuore
che (ben sapevo) amava una chimera.

Non avessi sperato in te

e nel fatto che non sei un poeta

di solo amore

tu che continui a dirmi

che verrai domani

e non capisci che per me

il domani e' gia' passato...

 

(...) Riottosa a ogni tipo di amore
sei entrato tu a invadere il mio silenzio
e non so dove tu abbia visto le mie carni
per desiderarle tanto.
E non so perché tu abbia avuto il mio corpo
per poi andartene
con il grido dell'ultima morte.
Se mi avessi strappato il cuore
o tolto l'unico arto che mi fa male
o scollato le mie giunture
non avrei sofferto tanto
come quando tu un giorno insperato
mi hai tolto la pelle dell'anima.


postato da: capitano2 alle ore 14:45 | link | commenti
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lunedì, 26 marzo 2007

L'albero generoso

C'era una volta un albero che amava un bambino.
Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni.
Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato al suoi rami. Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino.
Quando era stanco, il bambino si addormentava all'ombra dell'albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna nanna.
Il bambino amava l'albero con tutto il suo piccolo cuore. E l'albero era felice.
Ma il tempo passò e il bambino crebbe.
Ora che il bambino era grande, l'albero rimaneva spesso solo.
Un giorno il bambino venne a vedere l'albero e l'albero gli disse:
"Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice".
"Sono troppo grande ormai per arrampicarmi sugli alberi e per giocare", disse il bambino. "Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi. Puoi darmi dei soldi?".
"Mi dispiace", rispose l'albero "ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti. Prendi i miei frutti, bambino mio, e va' a venderli in città. Così avrai dei soldi e sarai felice".
Allora il bambino si arrampicò sull'albero, raccolse tutti i frutti e li porto via.
E l'albero fu felice.
Ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare... E l'albero divenne triste.
Poi un giorno il bambino tornò; l'albero tremò di gioia e disse:
"Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami e sii felice".
"Ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi", rispose il bambino. "Voglio una casa che mi ripari", continuò. "Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi danni una casa?".
"Io non ho una casa", disse l'albero. "La mia casa è il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice".
Il bambino tagliò tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa. E l'albero fu felice.
Per molto tempo il bambino non venne. Quando ritornò, l'albero era così felice che riusciva a malapena a parlare.
"Avvicinati, bambino mio", mormorò "vieni a giocare".
"Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare", disse il bambino.
"Voglio una barca per fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca?".
"Taglia il mio tronco e fatti una barca", disse l'albero. "Così potrai andartene ed essere felice".
Allora il bambino tagliò il tronco e si fece una barca per fuggire. E l'albero fu felice... ma non del tutto.
Molto molto tempo dopo, il bambino tornò ancora.
"Mi dispiace, bambino mio", disse l'albero "ma non resta più niente da donarti... Non ho più frutti".
"I miei denti sono troppo deboli per dei frutti", disse il bambino.
"Non ho più rami", continuò l'albero "non puoi più dondolarti".
"Sono troppo vecchio per dondolarmi ai rami", disse il bambino.
"Non ho più il tronco", disse l'albero. "Non puoi più arrampicarti".
"Sono troppo stanco per arrampicarmi", disse il bambino.
"Sono desolato", sospirò l'albero. "Vorrei tanto donarti qualcosa... ma non ho più niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto...".
"Non ho più bisogno di molto, ormai", disse il bambino. "Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco".
"Ebbene", disse l'albero, raddrizzandosi quanto poteva "ebbene, un vecchio ceppo è quel che ci vuole per sedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti. Siediti e riposati".
Così fece il bambino.
E l'albero fu felice.
(Shel Silverstein)
postato da: capitano2 alle ore 22:06 | link | commenti
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domenica, 11 marzo 2007

A volte anche un film può farti pensare,riflettere..

ogni film,ogni libro,ogni poesia,viene interpretata a modo nostro,

a secondo del nostro stato d'animo,del nostro essere,del nostro vivere...

ieri sera mi sono ritrovata a vedere un film..

inizialmente mi veniva da sorridere vedendo che loro

avevano sempre accanto,qualcuno..

appena la vita proponeva un ostacolo c'erano subito persone pronte

ad aiutare l'altro.

usavano ogni scusa banale,per essere vicini a chi avesse bisogno.

tutto questo mi colpiva e dentro me dicevo " si vabbè i soliti film,ma poi la vita è ben diversa!!".

Poi la fine inaspettata..

dopo aver visto un posto lontano circondato da amici

che erano li solo perchè uno di loro aveva bisogno della loro presenza.

ridevano,scherzavano,parlavano...

Poi..

in un attimo tutto spari!!!

"solo perchè"

nulla è PER SEMPRE!!!

postato da: capitano2 alle ore 16:54 | link | commenti (1)
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martedì, 06 marzo 2007

Che bella gente capisce tutto
Sa il motivo ma non il trucco
Scruta dietro persiane vecchie ormai

Ti fa sempre gran domande
Poi ti intaglia come un diamante
Aspetta che tu crolli per poter dire agli altri
«L’avevo detto io»

Bisognerebbe stare tutti zitti
Non dare retta neanche ai tuoi fratelli
Parlare piano piano a bassa voce
Vedi Gesù che l’hanno messo in croce

Embè Embè
Vuoi o non vuoi devi fare così
Io sulla croce ci andrei
Ma per chi, per chi

Ilala ilalà ilalà…

Che bella gente capisce tutto
Sa il motivo ma non il trucco
Ha pistole con proiettili di malignità

Bisognerebbe caricarle a salve
E far di gomma tutti quei pugnali
Che se ti giri per un solo istante
Te li ritrovi conficcati alle spalle

Embè Embè
Vuoi o non vuoi devi fare così
io pugnalato sarei
Ma da chi, da chi

Aspetterò
Che mi darete addosso
Aspetterò
Fermo qui al mio posto canterò…

Per esempio a conti fatti preferisco i matti
Perché dicono quello che pensano e non accettano ricatti e compromessi
Non si confondono con gli altri
Nel bene, nel male rimangono se stessi
Tu non accontentarti di restare in superficie
Ma scava nel profondo oltre la radice e le apparenze
Amami per quel che sono veramente
E resterò con te per sempre

Ilala ilalà ilalà…
Che bella gente

postato da: capitano2 alle ore 11:31 | link | commenti
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giovedì, 25 gennaio 2007

E' sempre cosi...

quante volte mi sono ritrovata a fare il piccolo "grillo parlante" con pinocchi che ho incontrato

sulla mia strada,non per avere in cambio qualcosa,ma solo

per cercar di non farli inciampare in ostacoli imprevisti.

Quante volte ho perso la faccia per difendere,

quante volte ho custodito segreti,

quante volte ho dato consigli che andavano contro la mia razionalità,

quante volte ho dato tutto cio che "avevo"

quante volte ho lasciato andare il mio cuore in affetti che mi lasciavano puntualmente

a bocca asciutta di emozioni,

quante mi sono assunta colpe che non avevo,

quante volte ho chiuso non uno ma tutte due gli occhi

davanti all'evidenza,

quante volte mi sono fatta "fregare"da imbroglioni che cercavano solo alibi

per non essere scoperti,

quante volte ho tralasciato i miei interessi per guardare quelli degli altri,

quante volte ho teso la mano,

quante volte ho pianto da sola.

E' invece è sempre così...

fai la fine del grillo parlante!!

vieni schiacciato!!

ti schiacciano,ti uccidono,ti offendono,

ti deridono,ti dimenticano...

ma ne è valsa la pena??

io sonno fiera di essere quello che sono

con i miei tantissimi difetti

ma voi

carissimi pinocchi

lo siete??

o mi avete schiacchiato solo perchè

avete paura della VERITA'??

 

 

postato da: capitano2 alle ore 16:47 | link | commenti
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mercoledì, 17 gennaio 2007

Una è troppo poco...due sono tante
Quante principesse nel castello mi hai nascosto
TI VOGLIO BENE...te lo dicevo anche se non spesso
TI VOGLIO BENE...me ne accorgevo prima più di adesso
Tre sono poche..quattro sono troppe
Quante quelle cose che hai rinchiuso nel castello e ancora…
TI VOGLIO BENE...e nonostante tutte le attenzioni
TI VOGLIO BENE...dall’altro ieri invece da domani non lo so

Vorrei ringraziarti vorrei stringerti alla gola
Sono quello che ascoltavi, quello che sempre consola
Sono quello che chiamavi se piangevi ogni sera
Sono quello che un po’ odi e che ora un po’ ti fa paura
Vorrei ricordarti che ti son stato vicino
Anche quella sera quando ti sentivi strano
E ho sopportato
Però adesso non rivoglio indietro niente
Perché ormai secondo te ho tutto quello che mi serve
Un applauso forte sotto le mie note
Una copertina ed anche un video forte
Fidanzate tante quante se piovesse
Anche se poi le paure son le stesse
Ora che ho sempre tantissimo da fare
Dici che non ho più tempo per parlare
Ma se solo bisbigliando te lo chiedo
Tu sarcastico ti tiri sempre indietro
E quindi...

Una è troppo poco…due sono tante
Quante principesse nel castello mi hai nascosto
TI VOGLIO BENE...te lo dicevo anche se non spesso
TI VOGLIO BENE...me ne accorgevo prima più di adesso
Tre sono poche..quattro sono troppe
Quante quelle cose che hai rinchiuso nel castello e ancora...
TI VOGLIO BENE...e nonostante tutte le attenzioni
TI VOGLIO BENE...dall’altro ieri invece da domani non lo so

Un altro viaggio e poco tempo per decidere
Chi ha caldo a volte non si fermerebbe mai
È troppo presto per ricominciare a ridere
Sicuramente il momento arriverà
Sono passati lentamente venti giorni
Sono trascorsi rimpiangendo i miei sogni
E in quanto a te so solo che se ti vedessi
Sarei più stronzo di ciò che ti aspettassi
È terminata l’amicizia da due ore
Ho seppellito l’incoscienza del mio cuore
In 4/4 ti racconto
Disilluso e non contento
L’allegria e la magia che hai rovinato
Ti ho visto camminare mezzo metro sopra al suolo
Dire in giro “sono amico di Tiziano”
E rassicurarmi di starmi vicino
Poi chiacchierare al telefono da solo
Dietro l’ombra di sorrisi e gesti accorti
Sono passati faticando i nostri giorni
E per quanto non sopporti più il tuo odore
Mi fa male dedicarti il mio rancore
E quindi...

Una è troppo poco...due sono tante
Quante principesse nel castello mi hai nascosto
TI VOGLIO BENE...te lo dicevo anche se non spesso
TI VOGLIO BENE...me ne accorgevo prima più di adesso
Tre sono poche..quattro sono troppe
Quante quelle cose che hai rinchiuso nel castello
TI VOGLIO BENE...e nonostante tutte le attenzioni
TI VOGLIO BENE...dall’altro ieri
Invece da domani non lo so

E’ che ti sono debitore di emozioni
E’ che al mondo non ci sono solo buoni
Magari questo lo sapevo ma è diverso
Viverlo sulla tua pelle come ho fatto io con te
E fu Latina a farci unire e poi pagare
Una canzone può anche non parlar d’amore
E ancora con tutto il cuore te lo dico
Anche se da due settimane non sei più
Mio amico..

( tiziano ferro - ti voglio bene )


postato da: capitano2 alle ore 17:35 | link | commenti
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giovedì, 11 maggio 2006

 

tutto è compiuto!!!

STIAMO ARRIVANDO...

postato da: capitano2 alle ore 12:05 | link | commenti (3)
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venerdì, 05 maggio 2006

Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se,potendo rinascere,avrei vissuto la vita in maniera diversa.
Li per li ho risposto di no,poi ci ho pensato su e..
Potendo rivivere la mia vita avrei parlato di meno e ascoltato di più.
Non avrei rinunciato ai miei momenti di felicità,per far felici gli altri.
Non avrei dato consigli di vita,a persone che non sanno vivere.
Non avrei dato una seconda possibilità,a chi puntualmente tradiva la mia amicizia fregandosene del male che mi procurava.
Non mi sarei fatta trasportare dagli eventi o dalle persone,ma anche sbagliando dovevo essere solo io a decidere.
Non avrei dato abbracci,o parole gentili a chi appena giravo le spalle mi pugnalava.
Non avrei regalato tre anni di vita,a chi non avrebbe meritato nemmeno un giorno.
Non avrei perso la faccia,per coprire persone che non si assumevano mai la responsabilità per quello che facevano.
Non avrei detto a mia madre non ho tempo,ma sarei stata li ad ascoltarla ogni volta che voleva parlare.
Non avrei perdonato chi non si faceva scrupoli a togliermi delle responsabilità,calpestando il lungo cammino fatto per arrivare a quello che ero.
Non avrei fatto delle scelte per il bene degli altri,rinunciando cosi al mio.
Non avrei preso delle decisioni affrettate,sapendo che la fretta non porta da nessuna parte.
Ma soprattutto,potendo ricominciare tutto da capo,mi impadronirei di ogni istante..lo guarderei fino vederlo veramente…lo vivrei…e non lo restituirei mai più.
 
postato da: capitano2 alle ore 14:40 | link | commenti (2)
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martedì, 02 maggio 2006

Eccomi finalmente sono di nuovo sulla mia isola felice…
Ho navigato molto in questi giorni,il mare non mi è stato sempre amico,io ed UNCINO abbiamo dovuto tenere sempre gli occhi aperti per non cadere nelle trappole tese dai “briganti”.
La notte poi,le preoccupazioni,le tensioni,la paura di non arrivare alla meta ci faceva stare in un insostenibile malessere,ma poi le stelle raccoglievano tutti i nostri pensieri e al mattino eravamo più decise e combattive che mai.
La rotta era quella, allora Spugna e Campanellino ci hanno accompagnato in questo strano viaggio…
La voglia di lottare per la nostra felicità era più forte di tutto e di tutti,allora se qualcuna cedeva,
l’altra era subito pronta a prendere il suo posto e continuare ad andare avanti.
Poi l’arrivo a destinazione l’incontro con i “briganti” e da li la lunga battaglia,non avevamo portato armi ma solo la nostra forza,la nostra onestà e la nostra dignità.
Volevo essere cattiva,volevo fargliela pagare,volevo la sua “testa” ma poi in un attimo mi sono accorta che dentro me prevaleva la bontà ed è proprio li quando potevo dargli il colpo di grazia che gli ho teso una mano,con l’appoggio di chi era accanto a me.
Credo anzi son sicura che è stato più dignitoso,prendere il bottino ed andar via.
Ma ricorderò,ricorderemo i suoi occhi che imploravano aiuto,il suo umiliarsi come il peggior malfattore, e noi, noi si che possiamo guardarci allo specchio e dire che non ci piegheremo mai.
E se qualcuno può ancora sorridere è solo per la nostra pietà!!
LA TERRA TUTT’INTORNO
E’ BUIA E INOSPITALE,
MA C’E’ UNA LUNA PIENA E SCINTILLANTE
SOPRA DI ME.
RITORNO A CASA
CARICA DI BOTTINO
CHE PESA SULLE SPALLE,
MA ALLEGGERISCE IL CUORE.
postato da: capitano2 alle ore 16:23 | link | commenti (3)
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